Le WSOP al giro di boa: è questa la miglior annata azzurra della storia?

Il braccialetto, all'Italia, manca dal 2015.

 

Ok, in quell'occasione ne arrivarono addirittura due, complice un Max Pescatori in forma smagliante che macinava final table a non finire nelle varianti, dimostrando al mondo che gli italiani non attraversavano mica l'oceano per fare gli spettatori.

 


Si diceva però che il suo exploit fosse un caso isolato, che gli italiani alle World Series rimanevano comunque succubi dello strapotere a stelle e strisce. Pescatori? Una mosca bianca, sentenziavano.

 

Per quanto nel poker, come in tutti gli altri sport, è solo il vincitore a venir ricordato, a differenza delle altre discipline arrivare secondi o terzi non è soltanto motivo di prestigio ma signifca incassare delle belle somme di denaro. La diatriba sull'importanza di pensare alla gloria o dedicarsi semplicemente all'accumulo, almeno nel poker, è ancora accesa.

 

Meglio un primo posto da un milione di dollari o tre terzi posti da 400mila l'uno? Meglio vivere col rimpianto di non aver mai centrato un successo ed avere un monolocale in più o levarsi qualche sfizio in meno ma scolpire il proprio nome nella storia?

 

Non sappiamo quale sia la risposta corretta a questa annosa questione, sta di fatto che dopo 42 eventi disputati su 89 totali, gli azzurri si sono fatti sentire eccome. Nessun titolo iridato purtroppo, almeno per ora, ma un secondo, un terzo e un quarto posto che ci hanno fatto sognare come in poche altre occasioni dopo la prima metà della kermesse.

 

Risultati arrivati, in due casi su tre, in tornei dal field oceanico: se escludiamo il terzo posto di Dario Sammartino all'Evento Horse Championsip infatti, sia Marco Bognanni che Andrea Buonocore, giunti rispettivamente secondo e quarto, hanno dovuto fronteggiare migliaia e migliaia di giocatori. Il primo nel ha dovuti mettere in fila 2808 (due in meno se escludiamo lui e il vincitore), mentre Andrea ne ha dovuti sbaragliare oltre 6mila (6214 iscritti totali ad esser precisi).

 

Risultati eclatanti che non si vedevano dai tempi del braccialetto di Rocco Palumbo, che nell'occasione si trovò a metterne in riga ben 2949 per una prima moneta da 464.464$. Se a queste performance d'altri tempi aggiungiamo il 13° posto del solito Max Pescatori nel Dealer's Choice da 10K, il bilancio non può che essere positivo.

 

Anzi, probabilmente si tratta del miglior risultato dei nostri portacolori a metà strada, con ancora oltre 40 eventi da giocare e un Main Event che negli ultimi 10 anni ci ha regalato due November Nine...E se quest'anno la magia si ripetesse?

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