GLI ERRORI NEL POKER

Lo scopo di ogni giocatore di Poker è quello di migliorarsi ed essere così in grado di commettere meno errori. Ma come funziano questi? Si possono davvero evitare del tutto? Scopriamolo insieme.

 

Errori vs Leaks
Innanzitutto è necessario fare una distinzione molto importante, quella tra errori e leaks.

Un leak è un particolare tipo di errore che viene commesso senza avere coscienza che se ne sia commesso effettivamente uno. In altre parole significa prendere una linea senza sapere che ne esista una migliore.

Non è semplice trovare un leak nel proprio gioco, in quanto per definizione è appunto un problema del quale non se ne conosce nemmeno l’esistenza. Per farlo è necessario prenderne prima consapevolezza, magari tramite un aiuto esterno (come un coach) o qualche mezzo di apprendimento (come libri, video e altro).

Il termine “errore” ha invece un’accezione più generale, in quanto non è raro nel Poker compiere giocate che si sa benissimo non essere le migliori.

L’esempio più palese lo si riscontra nel tilt, quando un giocatore inizia a prendere linee che in uno stato mentale ottimale non prenderebbe nemmeno in considerazione.

Un altro caso può essere quello in cui un certo giocatore, pur sapendo di dover migliorare un certo aspetto del suo gioco, non si adopera per farlo e si accontenta della situazione attuale.

In altre parole commettere un errore nel Poker signifca prendere una linea che non è quella a valore atteso maggiore, talvolta essendone anche consapevoli.

Si può vincere pur commettendo errori?
Assolutamente sì, altrimenti non esisterebbe un solo giocatore vincente.

Tutti commettono errori, anche i regulars più forti in assoluto. La realtà è che per essere vincenti in un certo field non è tanto importante giocare in modo perfetto quanto commettere meno errori dei propri avversari.

È per questo motivo che ad ogni level up il proprio win rate atteso in bb/100 tende a calare un poco: i propri avversari commetteranno in media meno errori e la propria edge si riduce.

Gli errori sono comunque una parte integrante del gioco e per questo andrebbero accettati, cercando sempre di imparare da essi.

Esistono persino casi particolari in cui un piccolo errore può essere preferibile alla linea più corretta, vediamoli.

Gli errori volontari
Può sembrare “strano” che un giocatore decida volutamente di prendere una linea sub-ottimale, ma in alcune situazioni può avere senso.

Si supponga ad esempio di stare giocando una sessione fino a questo punto piuttosto negativa e di ritrovarsi in uno spot al River nel quale si pensa che un all-in in bluff abbia valore atteso leggermente positivo.

In questo caso non andrebbe considerata solo l’EV della giocata, ma anche gli effetti che questa potrebbe avere sul proprio mindset. Se si pensa che ricevere un call e perdere un altro stack possa con tutta probabilità causare un tilt, rinunciare al bluff si rivelerebbe un’idea molto saggia.

Da un punto di vista teorico si tratterebbe a tutti gli effetti di un errore: il check (o il fold) avrebbero valore atteso nullo, mentre il bluff ne avrebbe uno positivo. Considerando il quadro generale, arrendersi sarebbe invece la scelta migliore.

È chiaro che l’ideale per un giocatore di Poker sarebbe sempre cercare di prendere la linea +EV, tuttavia non siamo esseri perfetti e nella pratica anche l’impatto mentale che una decisione può avere è da tenere in considerazione.

Un altro esempio potrebbe riguardare quelle situazioni in cui il proprio bankroll è ridotto, come quando si è appena saliti ad un nuovo livello e si ha uno stop loss limitato. In questi casi un brutto swing renderebbe il level down obbligato ed evitare decisioni a varianza troppo elevata potrebbe rivelarsi la scelta più lungimirante.

Si può quindi dire che gli errori fanno parte della quotidianità per un giocatore di Poker e che non andrebbero mai presi troppo duramente. L’importante è rimboccarsi le maniche e cercare di risolvere il problema, tenendo a mente che a volte un piccolo errore è preferibile a giocate troppo al limite. 

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