3 CONSIGLI PER LA VITA DA GIOCATORE DI POKER

Molti giocatori vorrebbero fare del poker la propria professione. Alcuni ci provano senza sapere cosa questa carriera comporti, con il risultato di scottarsi non tanto per le proprie qualità tecniche quanto per uno scorretto approccio al gioco. Ecco alcuni consigli per evitarlo.
 
1. Corretta alimentazione ed esercizio fisico

Nonostante a volte lo si definisca “sportivo” è inutile girarci intorno: il poker è un’attività sedentaria. Se si sceglie di diventare professionista bisogna tenerlo ben presente e fare più attenzione alla propria forma fisica. Questo significa avere una dieta corretta, evitando troppi zuccheri e grassi fuori pasto, rinunciando magari agli snacks davanti al computer. Ancora più importante è tenersi in movimento. L’ideale sarebbe praticare uno sport, ma se non fosse possibile è sufficiente qualche esercizio quotidiano in casa per bruciare le calorie in eccesso.


Il poker richiede un grande sforzo mentale, ma bisogna ricordarsi che corpo e mente sono strettamente correlati, pertanto è importante prendersi cura di entrambi.

2. L’importanza delle pause

Il poker, specialmente se praticato a lungo, può rivelarsi un’attività stressante. Le pause assumono quindi una grande importanza, nonostante molti giocatori tendano a sottovalutarle. Le pause possono essere considerate su vari archi temporali.

Vi sono le pause giornaliere, quelle che intercorrono tra una sessione e l’altra. Giocare troppe ore di fila può avere un effetto deleterio sulle scelte ottimali: l’attenzione cala e gli errori aumentano. L’importante è capire quando questo succede e interrompere la propria sessione per riprendere in seguito. A volte anche un’ora di pausa può bastare a ricaricare le batterie.
Si parla di pause settimanali per quelle dalla durata di 1 o 3 giorni fatte con una certa frequenza. Anche queste sono essenziai ma sono forse quelle più trascurate dai giocatori professionisti. Mentre è facile durante una sessione sentire quando è ora di staccare, è più difficile capire quanto può essere pesante giocare quotidianamente senza sosta. Questo perché gli effetti sono più subdoli e in genere coinvolgono altri aspetti della propria vita: il tutto si mescola al punto da non riuscire più a ricondurli anche al poker.

Può capitare ad esempio di percepire un aumento dello stress generale, anche quando non si gioca. Prendersi un paio di giorni di pausa ogni settimana può avere effetti benevoli incredibili sulla qualità della propria vita. Tutti i lavoratori hanno diritto a qualche giorno di pausa settimanale ed i giocatori di poker non dovrebbero essere un’eccezione.
Le pause annuali sono invece quelle che si potrebbero definire le classiche “vacanze”. Potrebbero essere viste come una sorta di “premio” per tutto il lavoro svolto nell’arco dell’anno ed hanno un’effetto rigenerante garantito.

3. Hobby oltre il poker

Una volta finita la propria sessione e il tempo quotidiano dedicato allo studio, è molto importante dedicarsi ad altre attività. Possono essere di ogni genere, l’unica cosa importante è che portino l’attenzione su qualcos’altro e diano alla mente il tempo di riprendersi da quello che si è fatto tutto il giorno. Si può ad esempio guardare un film, uscire all’aria aperta o dedicarsi a lavoretti fai da te, l’importante è fare qualcosa che diverta e rilassi. Avere alcuni amici che non facciano parte del mondo del poker può essere molto utile, soprattutto per evitare quell’alienazione a cui possono essere soggetti i lavori di nicchia.

Il poker professionale garantisce molta libertà ma può essere davvero stressante se vi si approccia nel modo sbagliato: la libertà va gestita in un equilibrio dinamico del proprio potenziale. Bisognerebbe inquadrare il poker come un lavoro anche in questo, un mezzo in grado di garantire l’indipendenza economica necessaria a realizzarsi in tutti gli altri ambiti e a vivere felici.

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