COME MIGLIORARE IL PROPRIO GRINDING

Dopo mesi di allenamento ci si rende conto di riuscire ad alzare sempre un pò in più l'asticella rispetto a quando si comincia, nonostante lo sforzo percepito sia lo stesso. Questo perché il corpo o la mente sono ora predisposti eabituati a farlo. Lo stesso avviene nell'approccio al poker.

In che senso?

Giocare a poker richiede uno sforzo mentale non indifferente. La mente si può però abituare a svolgere questo compito e vi è anche la possibilità di migliorarne l’efficienza. Se si vogliono incrementare le proprie capacità bisogna spingersi fino al proprio limite attuale senza tuttavia esagerare.

L'attività fisica crea una giusta analogia: se si vuole sviluppare un muscolo è importante fare esercizi che lo spingano al massimo. Esagerando, si rischia però di infortunarsi e dovere stare fermi per diverso tempo. Ma passiamo al poker.

Aumentare la lunghezza delle proprie sessioni
Ammesso di poter battere il proprio stake, più tempo si gioca, più si guadagna, almeno fino a quando si gioca bene. Sessioni troppo lunghe rischiano infatti di essere concluse senza la dovuta concentrazione, rischiando di cancellare quello di buono che si era a fatto solo per una banale distrazione. Questo può essere trascurabile nel breve periodo ma rappresenta un grosso danno economico se si proietta l'errore nel tempo. Si può tuttavia migliorare la propria “resistenza” proseguendo per gradi: bisogna valutare dopo quanto tempo la concentrazione inizia a calare e cominciare con sessioni di quella durata. A quel punto si può, ad esempio, scegliere un giorno a settimana nel quale si giocherà 15 minuti in più del solito. Dopo poco tempo quei 15 minuti si potranno aggiungere anche alle altre sessioni senza che vadano a influire sul proprio gioco. Si può poi ripetere il procedimento fino ad arrivare al risultato desiderato, senza avere timore di fare un passo indietro se si incontrano le solite difficoltà.

Aumentare il tabling
Come per la durata delle proprie sessioni, giocare un maggior numero di tavoli mantenendo alto il livello di gioco si traduce in un profitto maggiore. Allo stesso modo, un tabling troppo spinto rischia di avere effetti disastrosi per il proprio winrate, vanificando il vantaggio dato dal giocare tante mani. L’approccio da utilizzare per riuscire a giocare più tavoli è lo stesso che si usa per riuscire a giocare più a lungo: valutare il proprio limite e incominciare da lì, aggiungendo gradualmente sempre più tavoli.

Porsi degli obiettivi
Fissare un obiettivo è un ottimo metodo per monitorare i propri progressi. Si può ad esempio decidere di giocare un certo numero di ore nell’arco del mese, per poi alzare il target in quello successivo a seguito di una tenuta almeno soddisfacente. Lo stesso si può fare con il numero di mani giocate e non è necessario che sia un obiettivo di tipo mensile: l’arco temporale è del tutto arbitrario e ognuno dovrebbe scegliere quello che ritiene congruo per una prima analisi dei risultati. Il sistema degli obiettivi è molto utile anche come incentivo personale a raggiungere il traguardo prefissato, senza considerare la soddisfazione che si prova quando ciò avviene.

Andare per gradi
Nonostante sia già stato detto più volte, è bene ripeterlo ancora una volta: bisogna migliorare gradualmente. Non si può fare il passo più lungo della gamba e raddoppiare il proprio carico di lavoro, ogni progresso deve essere quasi impercettibile. Solo così si ottengono i veri risultati. Allo stesso modo anche giocare molto al di sotto delle proprie possibilità rischia di essere deleterio, se si vuole migliorare in un certo aspetto non si deve avere paura di riconoscere il proprio limite e provare a superarlo.

Se si sceglie di intraprendere la strada del professionismo nel poker, è bene ricordarsi di non lavorare soltanto sulla parte tecnica del gioco ma anche e soprattutto su tutto ciò che ne fa da contorno. Gli aspetti su cui migliorare sono molteplici e di varia natura, ma tutti questi concorrono per diventare un buon giocatore di poker a 360°.

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