
Al tavolo da poker capita spesso di sentire discussioni riguardanti la strategia o più in generale il modo di giocare. Dare consigli ai propri avversari è sempre una pessima idea, ma ascoltarli a volte è anche peggio.
“Difendi sempre la coppia”
Questo consiglio è un tormentone sin dal boom del poker in Italia. Viene continuamente male interpretato nei modi più disparati.
Le coppie sono mani abbastanza rare e migliori della media, ma non per questo devono essere sempre giocate. L’errore più comune è quello di chiamare troppo spesso preflop con le proprie coppie basse nella speranza di centrare un set al flop, quando purtroppo questo è un evento che accade soltanto circa 1 volta su 12.
Affinchè il call preflop sia profittevole bisogna quindi aspettarsi di vincere almeno 12 volte il proprio investimento in quei casi in cui si centra il proprio set. Ciò non è sempre possibile, talvolta perchè il proprio stack (o quello dell’avversario) è troppo ridotto e in altri casi perché non sempre i propri avversari avranno una mano abbastanza buona per rimanere in un piatto grosso.
“Lascia finchè vinci”
Questo è un altro sempreverde dei brutti consigli al tavolo da poker. Tipico del cash game, è uno di quelli che si sentono più spesso. L’unico motivo valido per lasciare un tavolo, impegni a parte, è perché non si sta più giocando nel modo corretto o perché non si ha più margine di vittoria. Se si sta giocando con profitto e si ha edge al tavolo, l’unica cosa che ci si può aspettare restando seduti è infatti vincere di più.
C’è un solo caso in cui questo può essere definito un buon consiglio: quando non si è in grado di battere il tavolo! Se così fosse quello che si è vinto si può infatti attribuire alla varianza positiva e continuando a giocare l’aspettativa non potrà che essere negativa. D’altro canto, se al tavolo da poker un avversario vi suggerisce di andarvene, è più probabile che questo sia un suo desiderio piuttosto che un suo sincero consiglio.
Questo è un altro sempreverde dei brutti consigli al tavolo da poker. Tipico del cash game, è uno di quelli che si sentono più spesso. L’unico motivo valido per lasciare un tavolo, impegni a parte, è perché non si sta più giocando nel modo corretto o perché non si ha più margine di vittoria. Se si sta giocando con profitto e si ha edge al tavolo, l’unica cosa che ci si può aspettare restando seduti è infatti vincere di più.
C’è un solo caso in cui questo può essere definito un buon consiglio: quando non si è in grado di battere il tavolo! Se così fosse quello che si è vinto si può infatti attribuire alla varianza positiva e continuando a giocare l’aspettativa non potrà che essere negativa. D’altro canto, se al tavolo da poker un avversario vi suggerisce di andarvene, è più probabile che questo sia un suo desiderio piuttosto che un suo sincero consiglio.
“Rilancia per vedere come sei messo”
Il raise per capire dove ci si trova nella mano rispetto al range avversario è quasi sempre una costante quando un giocatore alle prime armi si lascia andare ad argomentazioni tecniche per giustificare qualche giocata dubbia. Non stupisce quindi che questo sia anche uno dei consigli opinabili più gettonati. Tra i motivi validi per effettuare un rilancio o una puntata, “raccogliere informazioni” non trova spazio di certo.
Quali informazioni extra si ottengono rilanciando una puntata altrui con una mano di valore medio?
- se l’avversario folda significa che aveva una mano debole, contro la quale si sarebbe potuto vincere di più sulle strade successive limitandosi al call;
- se l’avversario chiama potrebbe avere mani medie, mani molto forti che fanno slowplay o qualche progetto. Non si può dire di certo di avere ottenuto molte informazioni;
- se l’avversario controrilancia può avere una mano molto forte o un bluff, lasciando quindi ad ogni modo diversi dubbi sulla forza della sua mano.
Il raise per capire dove ci si trova nella mano rispetto al range avversario è quasi sempre una costante quando un giocatore alle prime armi si lascia andare ad argomentazioni tecniche per giustificare qualche giocata dubbia. Non stupisce quindi che questo sia anche uno dei consigli opinabili più gettonati. Tra i motivi validi per effettuare un rilancio o una puntata, “raccogliere informazioni” non trova spazio di certo.
Quali informazioni extra si ottengono rilanciando una puntata altrui con una mano di valore medio?
- se l’avversario folda significa che aveva una mano debole, contro la quale si sarebbe potuto vincere di più sulle strade successive limitandosi al call;
- se l’avversario chiama potrebbe avere mani medie, mani molto forti che fanno slowplay o qualche progetto. Non si può dire di certo di avere ottenuto molte informazioni;
- se l’avversario controrilancia può avere una mano molto forte o un bluff, lasciando quindi ad ogni modo diversi dubbi sulla forza della sua mano.
Nessuna delle 3 opzioni risulta appetibile, pertanto rilanciare con una mano media ha il solo effetto di creare un piatto troppo grosso per la forza della propria mano, aprendo la strada a costosissimi errori.
Per puntare esistono soltanto 3 motivi: prendere valore da mani peggiori, far foldare mani migliori o far foldare mani peggiori che hanno ottime chance di migliorare. Questo concetto dovrebbe essere sempre chiaro quando si decide di fare una puntata o un controrilancio.
Per puntare esistono soltanto 3 motivi: prendere valore da mani peggiori, far foldare mani migliori o far foldare mani peggiori che hanno ottime chance di migliorare. Questo concetto dovrebbe essere sempre chiaro quando si decide di fare una puntata o un controrilancio.
Questi sono solo alcuni dei brutti consigli che si sentono spesso al tavolo verde. Bisogna sempre tenere a mente che nel poker si confrontano giocatori di livello diverso e che ognuno di questi possiede le proprie convinzioni, giuste o sbagliate che siano. Ognuno esprime i propri pensieri sul gioco, pertanto è sempre bene prendere ogni consiglio con la dovuta cautela e trovarne motivazioni sufficienti prima di prenderlo a verità assoluta.
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