AUTOPILOT NEL POKER

La frequenza con cui un giocatore di poker tende all'appiattimento del suo gioco durante una sessione è la caratteristica che distingue un giocatore perdente da uno vincente. Questo aspetto di natura psicologica, che ha notevole incidenza sul risultato tecnico ed economico, può essere migliorato attraverso lo studio dei propro punti deboli e di quando e come insorgono. Uno di questi è l'auto-pilot.

L’auto-pilot (detto anche robot tilt) è un tipo di deviazione strategica con il quale un giocatore mette letteralmente il “pilota automatico” giocando  spot simili in modo pressocchè identico, senza minimamente considerare la diversità degli avversari e delle situazioni di gioco.

In poche parole, le mosse eseguite diventano standard. E nel poker non c'è proprio un bel nulla di standard.     
    
 

E’ bene considerare che tutti i giocatori hanno una modalità di auto pilot nel proprio gioco che consiste essenzialmente nelle sue mosse preferite o più frequenti.
Esistono inoltre delle azioni di gioco che, per la natura stessa del gioco, saranno maggiormente adottate dai giocatori: la continuation bet sul flop, la 3bet nel preflop, il check back sul turn o sul river con uno showdown value sufficiente ma non ottimale.
Ad esempio la 3bet nel preflop con le big broadway è piuttosto frequente, poichè mira a costruire un piatto grande con la mano migliore. Dato che questa mossa è una delle prime che i giocatori novizi imparano, è molto facile per un esperto del gioco leggere una big pair nel range di gioco avversario.

Premettendo che la 3bet è la mossa corretta nella gran parte delle situazioni, è altrettanto vero che variare la propria strategia sarà essenziale per non essere prevedibili. Questo è particolarmente utile per quelle altre situazioni in cui si effettua una continuation bet 3 volte su 4 senza aver nemmeno guardato la composizione del board o analizzato le risposte dell'avversario in base alle sue frequenze o inclinazioni di gioco o ancora quando si tenderà a fare un check back al river con una mano dal valore intermedio contro un avversario che invece avrebbe chiamato un'altra piccola value bet al river per la sua estrema curiosità.
Sarebbe preferibile, pertanto, ampliare il proprio numero di mosse effettuate con lo stesso range nello stesso contesto (balancing) per evitare di andare in modalità di auto-pilot; è inevitabile cadere in questa deviazione ogni tanto, ma un auto-pilot più variegato sarà comunque meno devastante. 
  

Talvolta, l’auto-pilot puo’ portare a giocare con una mossa giusta per i motivi sbagliati, con la conseguenza di non analizzare il proprio gioco ma essere stati esclusivamente favoriti e condizionati dal risultato positivo. L'auto-pilot non dà spazio all'autocritica e allo studio, porta verso un circolo vizioso che potrebbe non limitarsi ad una singola sessione ma estendersi per un periodo abbastanza lungo.

Un modo per lavorare sulla durata della concentrazione al tavolo è porsi obiettivi adatti. In questo senso, più che stabilire un certo numero di mani al giorno è preferibile studiare se stessi e trovare la durata ideale di una sessione prima di concedersi una pausa. Si consiglia dunque di essere onesti con se stessi.

Commenti   

bianchi55
#1 bianchi55 2015-01-22 12:03
io nn capisco perche vince sempre quello che a più soldi
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