
Nel poker la pianificazione della mano quando gli stacks sono profondi può essere complesso e la seguente gestione della propria mano ne potrebbe risentire al punto da agire in modo costoso. Esistono alcuni strumenti che possono aiutare a comprendere lo spazio di manovra rimanente nel post-flop, uno di questi è il calcolo del rapporto stack piatto o stack to pot ratio.
Per determinare correttamente il valore di un punto nel poker si deve considerare lo stack più piccolo coinvolto nella mano (in gergo lo stack effettivo) e relazionarlo all'entità del piatto in un rapporto. Questo discorso è spesso messo in secondo piano dai players inesperti, nonostante sia veramente molto importante per il gioco.
Il concetto di stack to pot ration (SPR o RSP) fu introdotto per le primissime volte nel libro "Professional No Limit Hold 'Em" di Ed Miller, Matt Flynn e Sunny Mehta.
Per determinare correttamente il valore di un punto nel poker si deve considerare lo stack più piccolo coinvolto nella mano (in gergo lo stack effettivo) e relazionarlo all'entità del piatto in un rapporto. Questo discorso è spesso messo in secondo piano dai players inesperti, nonostante sia veramente molto importante per il gioco.
Il concetto di stack to pot ration (SPR o RSP) fu introdotto per le primissime volte nel libro "Professional No Limit Hold 'Em" di Ed Miller, Matt Flynn e Sunny Mehta.
Cos'è lo SPR?
Stack to pot ratio è definito come il rapporto fra lo stack effettivo e il piatto ed è un indicatore del rapporto rischi/benefici. E' un coefficiente che si ottiene effettuando un rapporto dove porre al numeratore lo stack effettivo e al denominatore il valore del pot al flop. Per stack effettivo si intende lo stack più basso tra i giocatori coinvolti. Ne consegue che bisogna far attenzione a non dimenticare di valutare lo stack effettivo e non le chips che si hanno davanti.
Esempio
Se in una partita di no limit 0.50€/1€ Hero ha 1000€ ma i suoi avversari hanno tutti solo 100€, lo stack effettivo è ovviamente 100€ e lo stack to pot ratios si riferirà a quest'ultimo. Quindi hero ha 100 big blinds di stack effettivo ad un tavolo 0.50/1€ 6max.
Decide di rilanciare a 3€ dal bottone, viene chiamato soltanto dal piccolo buio. Al flop sono in heads up, il pot è 7€ e lo stack effettivo è ora 97€. Per la definizione di SPR si ha 97/7=13,8.
Quindi, al flop lo SPR vale circa 14.
Miller nel libro classifica tutti i punti che si possono legare nel postflop in 3 grandi categorie:
- SPR Basso (da 0 a 6): Avendo un rapporto stack piatto basso, lo spazio di manovra nel postflop sarà esiguo. Si giocheranno più che altro delle mani obbligate come overpair, top pair, middle pairs forti e bottom two pairs. Un basso SPR riduce il numero di decisioni da prendere con la propria mano e questo si traduce in scelte più semplici.
- SPR Medio (da 7 a 16): Mani buone per un SPR medio sono top two pairs, tris, mani con progetti forti, colore e scala. Queste sono mani più forti delle precedenti e rimarranno spesso le migliori anche quando andranno in all-in.
- SPR Alto ( 17 o più): Maggiore è lo SPR e più sarà profittevole giocare mani speculative come coppie basse e suited connectors che colpiranno i flop meno spesso, ma garantiscono grandi quantità di soldi potenziali nelle streets successive per i concetti di odds e implied odds.
E' importante programmare la mano dall'inizio per porsi in situazioni vantaggiose con decisioni facili da prendere. L'importo del pot influenza il modo di giocare le mani.
Il consiglio è quello di creare piatti grossi nel preflop quando si hanno mani forti per avere un basso margine di manovra che renderà più semplice l' all-in sul flop quando necessario.
Tuttavia, bisognerà trovare la forza del fold con mani come coppiette e connectors quando le dimensioni dello stack effettivo è basso, perché non ci si ritroverà comodi nell'inseguire un progetto. Con bassi SPR si hanno poche implied odds e poca o nessuna folding equity (quando e se si procede con un bluff).