
Un concetto fondamentale del poker è la capacità di capire quando e se investire denaro. Se la scelta migliore è ingrossare il piatto o invece "gestire" la situazione: si sta parlando del pot control.
Un buon giocatore dovrebbe assimilare questo “assioma” al fine di rendere le proprie scelte più facili.
Gli aspetti più importanti sono:
- la doppia fase del gioco, preflop/postflop
- la posizione
- l’avversario
Le due fasi sono direttamente collegabili in quanto l’ammontare del piatto nel preflop incide nelle decisioni postflop.
La stessa valenza riguarda la posizione, perchè agire dopo l’avversario può rendere più agevole la gestione del piatto. Se si possiede un punto forte nel preflop si tenderà ad ingrandire il piatto, questo significa che postflop si dovrà affrontare una mano più complessa e delicata e la posizione può dare un vantaggio non indifferente.
Infine, è importante decidere il piano anche in base all'avversario: cautela contro giocatori aggressivi e costruzione del piatto quando si riesce a guidare l'avversario con comodità.
Un esempio per chiarire meglio:
Game type cash game NL100 6-max
**Preflop**
BTN Hero 100x A J
raises 3bb
SB folds
BB Villain 100x calls
**Postflop**
Flop pot 6,5bb – Q 8
7
- Villain checks – Hero checks
Turn pot 6,5bb - A - Villain bets 3,5bb – Hero calls
River pot 13,5bb – 2 - Villain bets 6bb – Hero calls
Villain mostra 9 T
. Hero vince 25,5bb.
Hero rilancia preflop con un’ottima combinazione ed è in posizione. Villain chiama con un suited connectors, una mano speculativa. Sul flop Hero avrebbe la possibilità di fare una continuation bet avendo un back door di colore su un flop Q high nel quale può rappresentare molta forza. Potrebbe quindi fare leva sulla fod equity del rivale.. eppure desiste dal compiere un’azione aggressiva e sceglie la “strada” della prudenza, ossia fa pot control.
Perché?
La risposta risiede in più elementi correlati:
1. Il flop è drawy e si incastra molto bene con il range di cold call preflop di Villain che potrebbe aver diversi combo-draws.
2. Villain è un player LAG (loose aggressive).
3. Hero ha una buona mano con showdown value sufficiente contro un giocatore LAG.
4. Hero è percepito come un giocatore aggressivo postflop soprattutto in posizione.
5. Se Hero facesse una c-bet si esporrebbe ad un floating o addirittura ad un check/raise di Villain. Nel primo caso il pot si ingrandirebbe fino a diventare meno gestibile al turn. Nel secondo si troverebbe a foldare una mano che qualche volta è addirittura in vantaggio sul range del rivale.
6. Hero è in posizione e la sfrutta appieno. Al turn prende valore colpendo una coppia d’assi. Fa call per continuare a controllare il piatto e per non far foldare il range di "aria” di Villain con un rilancio.
7. Avere il vantaggio della posizione permette di affrontare in modo ottimale il river. Difatti Hero farebbe call contro eventuali bluffs dell’avversario e fold su tutte le scary cards che chiudono i progetti.
Un giocatore di Texas Hold’em deve avere l’abiltà di riconoscere il momento giusto per poter agire, ma anche la “sensibilità” naturale di condurre la mano dalla propria parte. Nel poker rendere semplici circostanze che possono divenire complicate rappresenta l’elisir di questo splendido gioco.
“Pensa da uomo d’azione e agisci da uomo di pensiero” Henri Louis Bergson
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