COSA E' LA DEAD MONEY NEL POKER?

Il termine “dead money” indica tutte le chips nel piatto che sono state messe da quei giocatori che hanno già foldato. Andrew “BalugaWhale” Seidman ha approfondito l’argomento nel suo libro “Easy Game”, trovando implicazioni molto interessanti.

Allargare la definizione di "dead money
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Di fatto la definizione di dead money può essere allargata, includendo anche tutte le chips che un giocatore ha investito (o sta investendo) nel piatto con l’intenzione di foldare in seguito. Da questa considerazione nascono due tipi di dead money: quella aggressiva e quella passiva.

La "dead money" aggressiva
Viene definita come ogni puntata in seguito alla quale l’aggressore sarà costretto a foldare in caso di ulteriore azione.


Se ad esempio un giocatore investe metà del proprio stack in un bluff senza equity, sarà costretto a foldare in caso di all-in dell’avversario, creando così dead money con la sua azione aggressiva. I soldi che ha messo nel piatto sono persi ogni volta che riceve un controrilancio.

La "dead money" passiva
Ogni volta che un giocatore decide di fare call e check/folda sulla strada successiva, si dice che il suo call ha creato dead money passiva. Se ad esempio un giocatore chiama nel preflop con 6s8s l’apertura di un giocatore UTG e folda sempre alla continuation bet su un flop come Ac5h2d, ha creato dead money passiva con il suo call preflop.
 
Raccogliere la dead money
Creare dead money è di solito negativo, ma è in un certo senso inevitabile a causa della natura stessa del poker. Si ha invece un problema quando questo avviene troppo di frequente, che si tratti di dead Money aggressiva o passiva.
 
Alcuni giocatori hanno fatto della raccolta della dead money il fulcro della loro strategia. Risulta profittevole contro quei giocatori che esagerano in un senso o nell’altro. La maggior parte dei giocatori occasionali crea continuamente dead money passiva, chiamando con un range loose nel preflop per poi giocare in hit or fold dopo il flop, oppure chiamando fino al river con ogni sorta di progetto per poi foldare quando lo mancano. Raccogliere questo tipo di dead money è molto semplice: puntare.

Il discorso è un po’ più complesso per la dead money aggressiva. Questa viene creata dai giocatori più aggressivi, che hanno il vantaggio di poter vincere il piatto ogni volta che il proprio avversario folda. L’unico modo per raccogliere la dead money aggressiva è quello di controrilanciare la puntata che l’ha generata, richiedendo quindi un grosso investimento di chips ed un rischio più alto. Questa maggiore difficoltà nel collezionare la dead money aggressiva fa sì che negli small stakes ci siano molti giocatori iper-aggressivi di successo: la dead money che generano è difficile da raccogliere e i propri avversari non sanno adattarsi a dovere.

Live Money
Al contrario, quando un giocatore investe soldi nel piatto senza l’intenzione di foldare ad un controrilancio o ad altre puntate, si dice che il piatto è vivo, per l’appunto “live”. Spesso si compie l’errore di sopravvalutare la dead money nel piatto, quando bisogna invece ricordarsi che in alcuni casi questa non è proprio presente.
Basti pensare ad un giocatore passivo che controrilancia una puntata al flop: non c’è dead money nel piatto in quanto quel rilancio non è mai fatto in bluff. Allo stesso modo quando una calling station chiama una puntata non sta affatto creando dead money: la sua intenzione è quella di arrivare allo showdown con la maggior parte delle proprie mani e puntare in bluff è sempre un errore.

La dead money è un concetto presente da sempre nel mondo del poker ed è alla base di ogni strategia vincente o aggressiva. Una conoscenza approfondita dell’argomento aiuta quindi a pianificare una strategia vincente al tavolo. Il segreto per continuare a collezionare profitti è quello di continuare a studiare le frequenze degli avversari al tavolo e di tenersi al passo con l'evoluzione del gioco.

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