
Quante volte vi è capitato di fissare il time bank che si consuma inesorabile dopo quella grossa puntata che proprio non volevate vedere, indecisi sul da farsi con la vostra mano intermedia? Capita più o meno a tutti, ma la scelta a volte è più facile di quel che sembra.
La matematica
La matematica può venire in aiuto in questi casi, e per fortuna è abbastanza semplice. Se un avversario punta 100€ su un piatto da 100€, il call è profittevole fintanto che si stimi di vincere il piatto circa il 33% delle volte, vale a dire circa 1 volta su 3. Questo numero può sembrare basso, e a dire il vero lo è: molti giocatori foldano al river più di quello che dovrebbero.
Tuttavia l’errore che molti compiono è quello di giustificare un grosso call quando non hanno alcuna chance o quasi di vincere il piatto.
La matematica può venire in aiuto in questi casi, e per fortuna è abbastanza semplice. Se un avversario punta 100€ su un piatto da 100€, il call è profittevole fintanto che si stimi di vincere il piatto circa il 33% delle volte, vale a dire circa 1 volta su 3. Questo numero può sembrare basso, e a dire il vero lo è: molti giocatori foldano al river più di quello che dovrebbero.
Tuttavia l’errore che molti compiono è quello di giustificare un grosso call quando non hanno alcuna chance o quasi di vincere il piatto.
“Non posso chiamare, batto solo un bluff”
Anche questa è una frase che avrete sentito decine di volte se giocate a poker da un po’ di tempo. Sebbene a volte sia vera, non è completa. La frase corretta sarebbe: “non posso chiamare, batto solo un bluff e il mio avversario qui non ne ha”.
Anche questa è una frase che avrete sentito decine di volte se giocate a poker da un po’ di tempo. Sebbene a volte sia vera, non è completa. La frase corretta sarebbe: “non posso chiamare, batto solo un bluff e il mio avversario qui non ne ha”.
In genere, soprattutto ai micro-limiti, quando si incontra una grossa puntata o un controrilancio al river ci sono solo due opzioni:
1) il vostro avversario ha il nuts (o quasi)
2) il vostro avversario sta bluffando
Se avete motivo di pensare che il vostro avversario non sia quel giocatore che bluffa spesso, con la vostra top pair avete una scelta abbastanza facile: non battete il nuts e dovete foldare. Non vi preoccupate, se subite un check/raise al river non è una top pair con un kicker peggiore che vi gireranno allo showdown.
I giocatori passivi tendono a bluffare poco in generale, quindi quando vedete grosse puntate al turn o al river da parte loro, potete essere abbastanza sicuri che la vostra top pair non sia la mano migliore quel 33% delle volte che vi serve. Merita di essere detto un’altra volta: se un giocatore passivo fa una grossa puntata (o peggio un controrilancio) al turn o al river, ha il nuts.
Quando il call è un’opzione
Se non si fosse già capito, prima di fare un grosso call al river si deve presentare almeno una condizione: il vostro avversario deve essere aggressivo.
Non ha importanza quante poche mani stia rappresentando, il giocatore nitty che non ha giocato una mano nelle ultime 20 orbite, se check/raisa, ce l’ha.
Appurato di essere di fronte ad un giocatore che sa cosa significhi la parola “aggressività”, il prossimo passaggio è quello di valutare se effettivamente esistono dei bluff nel suo range. Di rado capita di vedere un giocatore che chiama più strade con il nulla assoluto per poi inventarsi un grosso bluff al river, pertanto un buon punto di partenza è quello di studiare la texture del board per vedere se vi possono essere progetti bucati: questi sono i principali candidati ad essere trasformati in bluff dai propri avversari.
Se vi trovate di fronte ad un giocatore aggressivo che potrebbe avere un progetto mancato su un certo board, è possibile che stia bluffando e pertanto il call è un’opzione valida con il proprio valore medio-forte.
Se non si fosse già capito, prima di fare un grosso call al river si deve presentare almeno una condizione: il vostro avversario deve essere aggressivo.
Non ha importanza quante poche mani stia rappresentando, il giocatore nitty che non ha giocato una mano nelle ultime 20 orbite, se check/raisa, ce l’ha.
Appurato di essere di fronte ad un giocatore che sa cosa significhi la parola “aggressività”, il prossimo passaggio è quello di valutare se effettivamente esistono dei bluff nel suo range. Di rado capita di vedere un giocatore che chiama più strade con il nulla assoluto per poi inventarsi un grosso bluff al river, pertanto un buon punto di partenza è quello di studiare la texture del board per vedere se vi possono essere progetti bucati: questi sono i principali candidati ad essere trasformati in bluff dai propri avversari.
Se vi trovate di fronte ad un giocatore aggressivo che potrebbe avere un progetto mancato su un certo board, è possibile che stia bluffando e pertanto il call è un’opzione valida con il proprio valore medio-forte.
I giocatori più esperti hanno l’occhio per questo tipo di situazioni e sono in grado di fare grossi call a prima vista incredibili o viceversa alcuni fold a dir poco impensabili per i giocatori alle prime armi. Questa è una skill che si può migliorare con il tempo e l’esperienza, ma anche i video didattici della nostra scuola possono aiutare i giocatori alle prime armi a capire come i regulars ragionano in questi casi.