
Nel poker la gran parte delle informazioni è incompleta, una porzione rimane ricavabile.
Il giocatore avrà il compito di intuire o completare i dati con il suo “thinking process” cercando di carpire le mosse dell’avversario per agire di conseguenza.
Il giocatore avrà il compito di intuire o completare i dati con il suo “thinking process” cercando di carpire le mosse dell’avversario per agire di conseguenza.
Per dirla con una analogia, il poker è una scatola vuota.
Le indicazioni fornite al tavolo dagli avversari riempiono il contenitore: il giocatore infine elabora i dati, sfruttando capacità tecnica, esperienza, intelligenza e attitudine al gioco. Infine, seguendo un ragionamento, le informazioni prendono la forma di una decisione, la migliore possibile in quello specifico momento.
Ad un tavolo di avversari capaci di ragionamenti e aggiustamenti in base alle informazioni fornite, conoscere o rilevare il significato delle azioni avversarie in una mano è un vantaggio determinante.
Ecco che la posizione diventa un fattore decisivo per ottenere un numero maggiore di dati e correlare le componenti in gioco in una visione d’insieme più ampia della mano.
“Parlare per ultimi” è un gergo che racchiude a pieno il senso di una situazione così congeniale.
Nel poker in questa occasione si dice: essere “in posizione” (IP – in position).
Al contrario chi “parla per primo”, o comunque prima di un altro giocatore, è costretto a fornire elementi utili a chi è in posizione per pianificare la mano. In questo caso egli è “fuori posizione” (OOP – out of position) ovvero in una situazione di evidente svantaggio rispetto a uno o più giocatori.
PERCHE'?
Lo schema delle puntate, il tempo d’azione e la texture del board aiutano il giocatore in posizione a restringere il range dell’avversario e adottare contromosse o desistere senza ulteriori investimenti.
PERCHE'?
Lo schema delle puntate, il tempo d’azione e la texture del board aiutano il giocatore in posizione a restringere il range dell’avversario e adottare contromosse o desistere senza ulteriori investimenti.
STESSA MANO, RISVOLTI DIFFERENTI.
La posizione nel poker è talmente importante che la stessa mano potrebbe avere uno svolgimento e una giocabilità diversi a seconda della posizione.
Ma c’è di più: pur perdendo una qualsiasi mano, il gioco in posizione aiuterà a contenere le perdite, poiché consente di modulare l’entità del pot verso il basso con uno o più check che chiudono l’azione (pot control).
Viceversa, un check OOP espone il giocatore fuori posizione all’aggressione di tutti i giocatori che sono in posizione su di lui.
Viceversa, un check OOP espone il giocatore fuori posizione all’aggressione di tutti i giocatori che sono in posizione su di lui.
Al contempo, il giocatore in posizione che possiede il top range in un colpo potrà estrarre un valore più alto dalla propria mano, poiché riuscirà ad assegnare un range verosimile agli avversari e optare per un bet size che viene pagato più spesso.
Facciamo un esempio pratico.
-Tipologia di partita: NL 200 cash game 6max
-Stack effettivo: 100x
-Azione: l’original raiser (OR) è sul bottone con KhJh (suited). OR rilancia a 2,5BB, lo SB folda e il BB, anch’egli 100x chiama.
Il pot è di 5BB e scendono sul flop Qh9s4c.
OR è in progetto con una scala a incastro e un backdoor di colore ai cuori (Gutshot+BD): è debole, ma con il vantaggio posizionale.
Il BB checka, e lui effettua una puntata di 3,5BB: BB chiama.
Il turn è un Ah, una pessima carta per il BB (villain).
Non regala aiuti immediati alla mano di OR, ma rafforza il suo draw, che ora diventa un combo-draw (gutshot+ flush draw) ed è una carta rappresentabile dall’original raiser.
Dopo il check del BB, punta 9BB costringendo il suo rivale al fold.
La posizione ha permesso al giocatore A di vincere il piatto facendo foldare probabilmente una mano migliore al suo contendente.
La posizione ha permesso al giocatore A di vincere il piatto facendo foldare probabilmente una mano migliore al suo contendente.
Se la stessa mano fosse giocata fuori posizione, con molte probabilità, dopo la prima puntata sul flop il giocatore A sarebbe in modalità di check/call o check/fold sulle puntate del giocatore in posizione, esponendosi a value bet, floating, bluff, semi-bluff e dovendo fornire informazioni decisive sulla forza della propria mano.
Giocare in posizione ha una valenza maggiore delle carte servite.
E’ un concetto basilare : la posizione è quel timone che consente di condurre il gioco per aumentare il profitto, o di virare per limitare la perdita.